il Limite

Un tempo mi alzavo dal letto

iniziando a lanciare le gambe in aria

e saltando come un grillo, divertimento.

Purtroppo/perfortuna, oggi non é più così:

un lavoro profondo, viscerale

lungo nella durata, brevissimo nella pratica

è necessario prima che il corpo possa creare

ampi movimenti, spazi

ancora, non velocissimi

quanti mancati.

Credo che questi limiti esterni

siano dovuti ad una consapevolezza interna

sempre maggiore, in me.

Verrebbe da dire, meglio non averne!

Sì, se non desideri un corpo unito

è meglio non averne, apparente benessere

quando arriveranno infortuni improvvisi

inspiegabili, potrai dire sfortuna, capita ai più.

La sfortuna è il corpo diviso

quando arriva, vedi quella

mai l’altro, diviso corpo

cieco, forse meglio?

La pazienza necessaria al lavoro di unione di un corpo

è qualcosa di raro, nel senso di prezioso

ma non tutti lo desiderano;

tutto (si fa per dire) e subito.

Dedicare tempo al proprio corpo

è qualcosa, non so cosa

ha che fare con la cura di esso

del mondo.

Importante.

Importante.

Importante

non capire, ma sperimentare

non fermarsi mai

all’apparenza del limite che si oppone

senza vedere l’ampiezza dell’orizzonte che ti propone,

il Limite.

...

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